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Dichiarazione sull'incidente che ha colpito un convoglio umanitario nello Stato del Borno, Nigeria

Nel pomeriggio di giovedì 18 luglio 2019, un convoglio di veicoli è stato attaccato sulla strada per Damasak, nello stato del Borno, in Nigeria. Uno dei conducenti è stato ucciso, mentre dobbiamo rilevare la scomparsa di uno degli operatori di Azione contro la Fame, di due conducenti e di tre operatori sanitari.

Nyalat e Nyahok, vite parallele: Giornata Mondiale dei Rifugiati

Quando scoppiò la guerra in Sud Sudan, Nyalat e Nyahok furono tra le milioni di persone costrette a fuggire dalle loro case. Camminarono mano nella mano con i loro figli e attraversarono il confine con l'Etiopia per cercare rifugio nella regione del Gambella. Lì erano al sicuro, ma le due donne caddero in una profonda depressione a causa della morte dei loro mariti.

Giornata Mondiale dei Rifugiati: quando l'emergenza dura 17 anni

Oggi ognuno dei 68,5 milioni di sfollati nel mondo trascorre in media 17 anni in campi o presso comunitĂ  ospitanti, e questo principalmente a causa dell'incertezza che caratterizza conflitti come quelli del Sud Sudan, dell'Afghanistan o della Siria.

In Niger una vittoria contro il deserto. Giornata Mondiale della lotta contro la desertificazione

Un progetto pilota in Niger riesce a recuperare il terreno attraverso la permanenza notturna degli animali. Questo approccio, noto come gestione olistica, potrebbe essere la chiave per combattere la desertificazione nel Sahel, una regione sempre piĂą colpita dalle crisi climatiche e dove 11 milioni di persone sono attualmente a rischio di insicurezza alimentare.

MOZAMBICO 2 MESI DOPO IL CICLONE IDAI: IL COLERA CONTINUA A COLPIRE

Sono trascorsi oltre due mesi da quando il ciclone Idai ha colpito duramente il Mozambico: il bilancio è salito a oltre 1000 vittime e migliaia di persone sono ancora sfollate a causa delle inondazioni che hanno coperto l’80% della città di Beira. Effetto collaterale ma diretto è stata un’epidemia di colera che, propagatasi rapidamente, ha colpito più di 4.000 persone. Il team di emergenza di Azione contro la Fame continua il suo intervento sul campo fornendo assistenza alle popolazioni più vulnerabili.

Guerra e fame: l'appello di Azione contro la Fame all'ONU

Azione contro la Fame ha rinnovato ieri a New York la richiesta alle Nazioni Unite di implementare quanto contenuto nella risoluzione 2417, che condanna sia l'uso della fame come arma di guerra che i divieti illegittimi che spesso impediscono l’accesso umanitario ai civili che necessitano di aiuti. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU giusto un anno fa ha approvato all'unanimità questa storica risoluzione, ma conflitti e guerre rimangono ancora la principale causa di fame acuta in tutto il mondo.

900.000 PERSONE A RISCHIO FAME TRA MAURITANIA E SENEGAL

Tra giugno e settembre quasi 560.000 persone in Mauritania e 340.000 in Senegal entreranno nello stadio di insicurezza alimentare critica (fasi 3 e 4 del ranking internazionale). In Mauritania, quest’anno le stime danno a oltre 31.000 i ragazzi e le ragazze in stato di grave malnutrizione: +40% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

SAHEL: NEL 2019 QUASI 11 MILIONI DI PERSONE SOFFRIRANNO LA FAME

La crisi alimentare che di solito si verifica nella regione subsahariana tra giugno e settembre, quest’anno metterà 10,8 milioni di persone a rischio di fame.

CICLONE IDAI: LA RISPOSTA DI AZIONE CONTRO LA FAME IN MOZAMBICO E ZIMBABWE

Aggiornamenti dal campo

MALI: 87.000 SFOLLATI IN SOLI 3 MESI A CAUSA DELLE CONTINUE VIOLENZE

"Vista l'esacerbazione dei conflitti e l'intensificazione delle operazioni militari nel nord e nel centro del paese, lo spostamento di civili continua ad aumentare mentre le nostre capacitĂ  di risposta come operatori umanitari si stanno affievolendo", si preoccupa Prince K. Lumueno, responsabile del programma di emergenza per il Consiglio Norvegese per i Rifugiati in Mali.

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