17 giugno: Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità | Azione contro la Fame
17 giugno: Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità

17 giugno: Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità

La giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita nel 1995 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si celebra il 17 giugno.

Questa giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone sulle condizioni climatiche estreme che ogni anno si verificano nei Paesi più vulnerabili.

Il 17 giugno 1994, 200 Paesi a Parigi decidevano di adottare la “Convenzione per la lotta alla desertificazione” (UNCCD). L’ obiettivo dell’accordo era quello di contrastare le conseguenze della siccità attraverso la cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei Paesi più colpiti in Africa.

In particolare, le strategie adottate da allora si concentrano
- sul miglioramento della produttività del territorio
- sulla gestione sostenibile delle risorse e dell’acqua.

La siccità rappresenta una delle maggiori minacce allo sviluppo sostenibile.
Si stima che entro il 2050 questa piaga potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale.

Le conseguenze legate alla siccità sono di vasta portata e hanno un impatto su
- la qualità dell'acqua
- la salute pubblica
- l'economia
- l'ambiente naturale
- le infrastrutture pubbliche.

La desertificazione è definita dalle Nazioni Unite come il deterioramento del terreno in aree tipicamente aride, dovuto a vari fattori, tra cui le variazioni climatiche e le attività umane.

Lo stato di degradazione del terreno ostacola principalmente la possibilità degli agricoltori di coltivare la terra e riduce la biodiversità.

L’obiettivo 15 dell’Agenda 2030 mira proprio a "proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del territorio e fermare la perdita di biodiversità".

Questa giornata ha quindi l’obiettivo di ricordarci che è possibile contrastare il deterioramento del territorio attuando delle risoluzioni che richiedono il coinvolgimento e la cooperazione delle comunità a tutti i livelli. 


La stagione della Fame in Sahel

In questo vasto territorio situato nell'Africa sub-sahariana entra nel vivo la cosiddetta “stagione della fame”.

Si tratta di un periodo di scarsità che si ripete ogni anno, tra giugno e settembre, in una delle regioni più soggette ai cambiamenti climatici.

Qui la siccità ha già messo a dura prova (in particolare nel 2011, nel 2014 e nel 2017) le sorti di una popolazione che dipende, per lo più, dall’agricoltura e dall’allevamento.

Così, proprio in questo periodo, mentre il Sahara avanza di cinque metri ogni anno, le riserve alimentari che dipendono dai raccolti vanno esaurendosi e inevitabilmente si verifica un significativo aumento dei prezzi.

 La mancanza di pascoli adeguati, anch’essi colpiti dalla siccità, rende inoltre difficile la sopravvivenza del bestiame.  

La pandemia di covid-19 ha rappresentato inoltre un’ulteriore emergenza, che è andata ad aggravare le criticità pregresse. I sistemi sanitari hanno subito un’ulteriore pressione a causa della crisi causata dal virus e le restrizioni imposte per limitare la diffusione della malattia hanno impedito ai pastori di effettuare la transumanza stagionale.

La stagione della fame, quest’anno, sarà ancora più grave in termini di insicurezza alimentare e nutrizionale.
Le conseguenze degli shock climatici e soprattutto i lunghi periodi di siccità durante la stagione delle piogge, hanno avuto un impatto negativo sulla produzione agricola.

Dall’inizio del 2022 i paesi del Sahel hanno sperimentato un calo significativo della produzione alimentare e secondo l’ultima analisi del "Cadre Harmonisé" (novembre 2021) si prevede che oltre 12 milioni di persone necessiteranno di aiuti alimentari, un numero che si è triplicato dal 2019.

Già a novembre 2021 era stato rilevato che i pascoli disponibili avrebbero coperto il fabbisogno di bestiame solo per altri tre mesi, provocando così un inizio più precoce del solito della transumanza, soprattutto dalla Mauritania e dal Mali occidentale.

A peggiorare la situazione ora anche il crescente livello di incertezza dei mercati, dovuto soprattutto alla crisi in Ucraina. Dall’inizio del conflitto si è verificato infatti un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e a una scarsa disponibilità di cibo.

Siccità e locuste in Etiopia:

Da alcuni anni l'Etiopia ha vissuto un aumento degli eventi climatici estremi legati al cambiamento climatico.

Inondazioni improvvise, siccità e la peggiore infestazione di locuste mai registrata
nel Corno d’Africa hanno colpito il Paese.

Cosa sono le locuste del deserto?
Le locuste del deserto sono insetti della famiglia delle cavallette, grandi quanto una mano adulta.
Un singolo sciame può avere miliardi di insetti e coprire chilometri di terra.

Nel 2018 e nel 2019, eventi metereologici estremi dovuti al cambiamento climatico hanno contribuito a creare le condizioni perfette per la riproduzione delle locuste.

Che impatto possono avere sulla sicurezza alimentare del Paese?
Le locuste del deserto mangiano tutto ciò che è verde e distruggono i raccolti e i pascoli da cui dipendono le famiglie di agricoltori e pastori.

Uno sciame delle dimensioni di Los Angeles può mangiare in un giorno tanto cibo quanto l'intera popolazione del Kenya.



Secondo la FAO, durante i periodi di pestilenza, le locuste del deserto possono colpire
- il 20% del territorio terrestre
- più di 65 dei Paesi più poveri del mondo
- potenzialmente danneggiare i mezzi di sussistenza di un decimo della popolazione mondiale

Cosa fa Azione contro la Fame per aiutare le comunità?
Le équipe di Azione contro la Fame intervengono per
- contrastare gli effetti della diffusione delle locuste che danneggiano raccolti e pascoli
- aiutare le famiglie che soffrono la fame a soddisfare il fabbisogno alimentare.

Con l'aiuto dei nostri sostenitori, del settore privato e di altri donatori, Azione contro la fame fornisce un aiuto immediato alle famiglie che soffrono la fame aiutandole ad affrontare l'impatto delle locuste, del COVID-19 e di altre crisi che si trovano ad affrontare, oltre a curare la malnutrizione.

Lunghi periodi di siccità in Madagascar:

In Madagascar lunghi periodi di siccità si sono ripetuti con maggiore intensità negli scorsi anni a causa dei cambiamenti climatici.

Nell’ultimo periodo per gli agricoltori è stato impossibile continuare a coltivare il raccolto a causa della mancanza quasi totale di pioggia.



Questo ha comportato un drastico aumento del numero dei casi di insicurezza alimentare nel Paese.

A causa degli eventi climatici estremi le scorte alimentari si sono ridotte e questo ha comportato
- una diminuzione del reddito per le famiglie
- una difficoltà maggiore nell’affrontare l’aumento dei prezzi degli alimenti.

“Il poco che sono riuscito a produrre in passato è stato interamente consumato. Non conosco le date, ma è da molto tempo che non ho un raccolto. Da quando non piove, i bambini non possono mangiare bene. Do loro quello che riesco a trovare, come foglie di cactus. Con questa dieta, hanno diarrea e nausea, ma non abbiamo scelta. Almeno non li uccide". Maliha, 38 anni, madre separata di otto figli ad Ampanihy.

Per rispondere a questa situazione, dal 2020 le squadre mobili di assistenza sanitaria e nutrizionale di Azione contro la Fame si muovono tra le comunità che si trovano lontano dai centri medici.

Le équipe sono composte da due infermieri e da un professionista responsabile dello screening.
Poiché il numero dei bambini che soffre di malnutrizione acuta è alto in questi villaggi, le équipe esaminano principalmente la condizione dei bambini di età inferiore ai cinque anni.

Continuare a sostenere i Paesi nei quali l’insicurezza alimentare è grave è essenziale affinché possano affrontare le crisi future. La guerra in Ucraina, ad esempio, sta avendo un impatto importante sul commercio di beni alimentari per i Paesi che dipendono fortemente dalle importazioni.

Il Madagascar dipende dall'Ucraina per quasi il 25% delle sue forniture di grano. Continuare a supportare Paesi nei quali la condizione di insicurezza alimentare non smette di aggravarsi è essenziale.

 

Afghanistan: la siccità costringe le famiglie ad abbandonare interi villaggi:

In Afghanistan, oltre 24 milioni di persone hanno bisogno di assistenza sanitaria, un incremento del 35% rispetto all’anno scorso.

I recenti periodi di siccità hanno avuto un impatto drammatico sull’agricoltura e sull’allevamento del bestiame, specialmente nelle province del Daykundi e di Helmand.

In queste regioni e direttamente a causa della desertificazione, interi villaggi sono stati abbandonati dalla popolazione che vi risiedeva, e si sono trasformati in rovine.

Per questi motivi, Azione contro la Fame interviene installando punti di accesso all’acqua come pompe e filtri, oltre a promuovere la qualità dell’acqua e le pratiche di lavaggio delle mani.

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