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Diagnosticare la malnutrizione

© Gonzalo Höhr, ACF Mauritania

Dai villaggi di montagna fino ai confini dei campi profughi e alle città etnicamente divise, noi di Azione contro la Fame diagnostichiamo, previeniamo e curiamo la malnutrizione in 47 Paesi del mondo. 

Molto spesso i programmi vengono avviati durante i periodi di crisi e si concentrano sulle persone più vulnerabili, cioè i bambini e le donne in gravidanza o in allattamento.

Diagnosticare la malnutrizione 

Il modo più comune per valutare lo stato nutrizionale nei bambini è la misurazione. In genere si procede con uno dei seguenti metodi: 

  1. Misurando peso e altezza del bambino. Il peso del bambino viene confrontato con il peso “normale” per la sua altezza: se il peso è inferiore agli standard internazionali il bambino è considerato deperito o affetto da malnutrizione acuta. 
  2. Misurando la circonferenza della parte superiore del braccioa metà tra spalla e gomito. È il metodo utilizzato più spesso durante le situazioni di crisi perché questa misurazione – nota come MUAC – richiede solo l’utilizzo di un braccialetto anziché di bilance e schede di altezza. È un sistema particolarmente adatto per i bambini tra i 6 mesi e i 5 anni. Una misura MUAC inferiore a 12,5 cm indica che un bambino è affetto da malnutrizione acuta moderata. Se la misura MUAC è sotto 11,5 cm il bambino è affetto da malnutrizione acuta grave ed è in pericolo di vita.
  3. Controllando la presenza di edema nella parte inferiore delle gambe e nei piedi. I bambini colpiti da edema hanno gonfiori diffusi al viso, alle gambe e ai piedi. L’edema si può rilevare premendo leggermente con il pollice e osservando se si formano infossamenti o rientranze alle caviglie o ai piedi. La presenza di edema su entrambi i piedi e nella parte inferiore delle gambe è considerato segno di malnutrizione acuta grave.

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