Foto: Florian Seriex. Testo: Gemma Ghiglia

Yemen: storia di un Paese distrutto da 3 anni di guerra

Da marzo 2015, milioni di persone in Yemen subiscono le devastanti conseguenze della guerra.

I bombardamenti, il collasso dell'economia e dei servizi di base, nonché il blocco commerciale imposto dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita - in un Paese che dipendeva per il 90% dalle importazioni già da prima della guerra - ha portato a oltre 8,4 milioni di persone sull'orlo della fame.

Molti di loro sono stati costretti a fuggire nell'entroterra alla ricerca di maggiore sicurezza.

CATASTROFE UMANANITARIA

3 milioni di persone hanno abbandonato le loro case dall'inizio della guerra, e oggi si stima che una persona su dieci sia ancora sfollata; per la maggior parte si tratta di donne e bambini.

Oltre la met√† della popolazione sfollata ha cercato¬†rifugio¬†a¬†Hajjah, Ta'izz, Amanat Al Asimah¬†e¬†Amran. A loro si aggiungono¬†oltre 280.000 rifugiati e richiedenti asilo provenienti da altri Paesi, specialmente dall'Africa orientale, arrivati ‚Äč‚Äčin Yemen inconsapevoli del contesto estremamente difficile e pericoloso.

Se le condizioni di vita erano estremamente povere prima della guerra, ora sono ulteriormente peggiorate e le esigenze di queste comunità di sfollati in termini di cibo, acqua e beni essenziali sono enormi.

Oggi, su una popolazione totale di 29 milioni di persone, 22 milioni necessitano di assistenza. Sono 3 abitanti su 4.

Ufficialmente, circa 10.000 vite sono state perse a causa della guerra. Tuttavia, molte perdite non sono incluse in questa statistica.¬†Lapo Somigli,¬†direttore di Azione contro la Fame in Yemen, spiega¬†perch√©: "Ora¬†le bombe non sono pi√Ļ le sole a uccidere.¬†Anche le¬†malattie, la mancanza di accesso al cibo e alle cure e i prezzi esorbitanti che conducono all'indebitamento uccidono. Le vittime indirette di questa guerra sono incalcolabili.¬†Si stima che un bambino muoia ogni 10 minuti da conseguenze dirette o indirette della guerra.¬†Le persone sono esauste, centinaia di migliaia di loro non sanno quando o da dove arriver√† il loro prossimo pasto, se i loro figli potranno essere accuditi, o se i loro stipendi saranno pagati. Tutto questo deve finire.‚ÄĚ

17,8 milioni di persone nel Paese soffrono di insicurezza alimentare: questo significa che 6 yemeniti su 10 non sanno quando sarà il loro prossimo pasto. Ma l'insicurezza alimentare non è certo l'unico problema del Paese, il cui sistema sanitario è così indebolito che non è riuscito a contenere la diffusione di ricorrenti ondate di colera negli ultimi 15 mesi, l'ultima delle quali ha causato oltre 1 milione di casi sospetti di colera e 2.237 decessi associati tra Aprile e Dicembre 2017.

LA RISPOSTA DI AZIONE CONTRO LA FAME

Azione contro la Fame è presente in Yemen dal 2012 e si avvale di un approccio multisettoriale nella sua risposta a questa situazione di emergenza, in particolare nei confronti delle comunità sfollate. I team di pronto intervento girano da un campo di sfollati a un altro per verificare i bisogni e portare aiuti. 

Organizziamo screening medici per fornire un trattamento terapeutico ai bambini sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione e forniamo assistenza a donne in gravidanza e in allattamento, compresi gli integratori di micronutrienti.

Allo stesso tempo, aiuti finanziari e buoni alimentari sono distribuiti tra le comunità, fornendo loro entrate sufficienti per acquistare i prodotti di base dai mercati locali. Quando i mercati smetteono di avere luogo, i nostri team distribuiscono beni di prima necessità alla popolazione.

Inoltre,¬†Azione contro la Fame¬†rinnova o costruisce ex novo pozzi e servizi igienici nelle comunit√†,¬†nelle¬†scuole e¬†nei¬†centri sanitari - dove si organizzano anche sessioni di promozione¬†dell'igiene - e distribuisce kit igienici e filtri per l'acqua alle famiglie pi√Ļ¬†vulnerabili.

LA STORIA DI AHMED, LA STORIA DI TUTTI

Durante una delle loro missioni sul campo nel distretto di Al-Garrahi, nel governatorato di Hode√Įda, il team di pronto intervento di Azione contro la Fame ha¬†incontrato¬†Ahmed, 30 anni,¬†di fronte al suo rifugio di fortuna. Ahmed √® fuggito con la sua famiglia da Al-Mukka, nel governatorato di Ta√Įz, con centinaia di altre famiglie, lasciandosi alle spalle la loro terra e tutti i mezzi di sostentamento.

"I giorni precedenti alla nostra partenza erano pieni di notti molto buie, non riuscivamo a vedere nulla.¬†Tutto quello che potevamo sentire erano forti esplosioni vicino al nostro villaggio.¬†I combattimenti si stavano avvicinando a noi e, ogni sera, io e mia moglie trovavamo sempre pi√Ļ difficile¬†far¬†addormentare i¬†nostri figli. Erano pietrificati dal suono delle esplosioni.¬†A volte accendevamo la radio per distrarci da ci√≤ che stava accadendo intorno a noi o ascoltavamo la musica dal telefono.¬†In altre occasioni raccontavamo ai bambini storie di molto tempo fa.‚ÄĚ

Ahmed ha preso la decisione di lasciare la sua casa con sua moglie e sei figli.¬†"Ho visto molti miei amici e vicini lasciare il villaggio per andare in cerca di un posto pi√Ļ sicuro.¬†Io e mia moglie abbiamo deciso di andarcene anche noi, per salvare le nostre vite e quelle dei nostri figli.¬†Il pi√Ļ giovane aveva solo pochi mesi. "

"Quando sono arrivato ad Al-Garrahi, ho affittato questo appezzamento di terreno e costruito questo rifugio per proteggerci.¬†√ą davvero difficile trovare lavoro.¬†Siamo qui da quasi un mese ormai e non ho ancora trovato nulla.¬†A casa ero un meccanico di moto.¬†Un meccanico fortunato,¬†dal momento che ho ancora tutte le dita.¬†Alla fine ho comprato una moto per¬†portare le persone¬†nei¬†luoghi dove devono andare e consegnare cose.¬†Questa √® la nostra principale fonte di reddito.¬†Per aiutare, mia moglie raccoglie e rivende bottiglie di plastica.¬†Nonostante ci√≤, le fluttuazioni dei prezzi e il costo elevato del carburante influiscono sul nostro reddito.¬†Non c'√® niente di cui vergognarsi a tendere la mano e chiedere aiuto."

NESSUNA FINE IN VISTA

Per tre anni, la coalizione guidata dall'Arabia Saudita, altre forze filo-governative e gli Houthi hanno violato con totale impunità i diritti dei civili di essere protetti dalla guerra, senza essere tenuti a rendere conto delle loro azioni.

Le grandi potenze occidentali come la Francia, gli Stati Uniti o il Regno Unito sono diventati complici sostenendo questa coalizione, fornendo armi e rifiutando di impegnarsi pienamente a risolvere diplomaticamente questo conflitto.

Azione contro la Fame¬†richiede una posizione pi√Ļ forte e pi√Ļ aperta da tutte le parti del conflitto.¬†Dopo 3 anni di guerra, √® ora che la sofferenza degli yemeniti finisca.

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